sabato 20 settembre 2008

Alessandra

Di lei tutto l'appartamento mi parla, mi canta, mi sussurra.

Ogni volta che giro l'occhio, incrocio un dettaglio o mi soffermo in un angolo con lo sguardo, rivedo tante piccole istantanee di noi due. Innamorati e flici. Molto felici.

L'appartamento stesso è pregno di noi: scelto assieme, arredato secondo i gusti più suoi che miei, fortunatamente l'ho pagato io. O sfortunatamente, fate un po' voi. E' un freddo tempio a memoria del passato.

Per non parlare delle foto, dei messaggini sul cellulare, degli appunti che mi ha sparso di qua e di là.

Dovrei prendere tutta la sua roba, metterla dentro ad uno scatolone e buttarla via. O meglio ancora, bruciarla. Sarebbe ancora più simbolico, no?

Fattostà che così non posso andare avanti. Assolutamente.

Ma, se poi torna? Sì, perché anche sono sei mesi che mi ha mollato, io sento che tornerà. Lo sento dentro. Deve tornare.

Alessandra...

Ricordo ancora com'è cominciata, sei anni fa.

Io ero ancora impelagato con l'università, prima che mi risolvessi a mollare tutto quanto, e lei era ancora un giovane virgulto, una ragazzina appena diplomata che si stava affacciando curiosa al mondo dei "grandi".

Dio, com'era bella... I suoi capelli rossi, mossi, e le sue lentiggini sparse sul viso... Una dea...

Dove cazzo son finite le sigarette?

Foto: ho visto nina volare